cheap christian louboutin , christian louboutin sale, cheap ralph lauren, ralph lauren sale, Cheap Michael Kors, Michael Kors Australia, christian louboutin ouetlet uk Picci Blog / Birgitte Brondsted e la fotografia - Picci Blog
© Birgitte Brøndsted-2-3 copia

Birgitte Brondsted e la fotografia

Un po’ di giorni fa abbiamo intervistato una nostra cara amica fotografa, specializzata in ritratti di bambini. Le sue immagini sono magiche e caratterizzate da una grande attenzione per la luce. Sul suo sito trovate i suoi bellissimi lavori: birgittebrondsted.com. Birgitte ha anche un blog in cui racconta la sua vita attraverso le sue splendide immagini: adustyolivegreen.com.

Hai sempre voluto fare la fotografa?

Anche se ho sempre fatto tante foto sin da quando ero piccola ho scoperto questa mia passione relativamente tardi e per molti anni è rimasta solo quello – una passione, un hobby, tanto divertimento. Poi piano piano sono migliorata e circa tre anni fa ho deciso di provare a fare sul serio.

Com’è nata la tua passione per la fotografia?

Mi ricordo bene l’esatto momento in cui è cominciato tutto. È stato nel 2007 proprio qui a Firenze anche se all’epoca vivevo ancora a Roma. Avevo visto una mostra di fotografie d’architettura scandinava e mi aveva colpito il modo in cui il fotografo avesse giocato con le forme. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto essere in grado di fare una cosa simile. Piano piano ho cominciato a girare le strade sia qui a Firenze che a Roma dove abitavo – con una minuscola macchina fotografica digitale. Infatti la mia passione per la fotografia è nata con la fotografia delle città – un tipo di fotografia che insieme a quella degli interni amo molto ancora oggi.

© Birgitte Brøndsted-2-2

La tua vocazione è il ritratto. Perché?

Ecco i ritratti in realtà sono arrivati in un momento successivo. Prima di diventare mamma io lo è diventata la mia amica dell’infanzia. Così quando è nato il suo primo figlio ho cominciato a fotografarlo ogni volta che ci vedevamo a Copenaghen. Lui è stato il mio primo modello ed è stato così che ho capito che la fotografia dei bambini era tra quella che mi piaceva di più. Io faccio ritratti lifestyle nel senso che non faccio molto uso delle pose e cerco sempre di fotografare i miei soggetti nei loro ambienti naturali. Quello che mi piace di più dei ritratti è il fatto di poter documentare, catturare e fermare per sempre e in modo del tutto naturale e spontaneo una piccola frazione della vita di una o più persone. E poi mi piace che ogni servizio è diverso. Non mi annoio mai. Lavoro sempre in esterno o eventualmente a casa dei miei clienti. Lavorando in questo modo ogni servizio diventa assolutamente unico, i bambini si rilassano meglio, si divertono di più e di certo si sentono più tranquilli stando in un posto a loro familiare.

Da cosa/chi prendi l’ispirazione per i tuoi scatti?

Io sono danese e sono nata e cresciuta a Copenaghen. Anche se vivo in Italia da 12 anni sono sicuramente le mie radici nordiche che mi ispirano di più. Sono fissata con la luce, con i colori chiari, con la semplicità e la natura. Penso anche che la mia personalità sia un po’ riflessa nelle mie foto. Infatti sono una persona abbastanza semplice nel senso che non pretendo di essere qualcosa o qualcuno che non sono. Vorrei pensare che questa cosa traspare anche nelle mie foto e nel mio modo di ritrarre le persone semplicemente per quello che sono senza renderle più o meno belle ma sottolineando la bellezza – assolutamente non solo fisica – nell’essere proprio quelli che sono.

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I tuoi soggetti preferiti sono i bambini. È vero? Se sì perché?

Assolutamente vero. Lavorare con i bambini è meraviglioso perché sono semplicemente se stessi. A loro non importa nulla se vengono bene o male nella foto. E di conseguenza vengono sempre bene! Credo che sia un atteggiamento molto difficile da avere per un adulto. Spesso ci prendiamo un po’ troppo sul serio. Dovremmo diventare più bravi a ridere un po’ di più di noi stessi.

Qual è secondo te l’aggettivo giusto per descrivere il tuo modo di esprimerti con la fotografia?

Avrei bisogno di tre aggettivi anche se molto simili fra di loro: informale, semplice, naturale.

Quant’è difficile fotografare i bambini?

La sfida maggiore per quanto riguarda i bambini è il movimento. Anche se io preferisco che i miei soggetti siano un po’ in movimento durante una sessione ci sono casi in cui bisogna veramente correre tanto. Questo è vero soprattutto con i bambini piccoli che sanno camminare ma che non sono ancora abbastanza grandi per capire bene cosa stia succedendo.

Quanto ti ha influenzato la maternità nei tuoi lavori?

Non so quanto mi abbia influenzato ma di certo mi aiuta moltissimo. Avere una figlia di quattro anni significa che conosco perfettamente tutti gli stadi fino a quella età. Questo è un grosso vantaggio sia nel rapporto con i bambini piccoli ma anche nel rapporto con i genitori perché sono in grado di mettermi “nei loro panni” e di vivere la sessione dal loro punto di vista. So esattamente quando è meglio prendere una pausa, so cosa posso aspettarmi da ogni età del bambino ecc. Non dico che essere mamma o papà sia una necessità per fare il fotografo dei bambini ma di certo aiuta molto.

Riesci a conciliare il tuo lavoro e la tua passione?

Credo che quando si fa una domanda del genere a qualsiasi persona creativa ci si aspetta automaticamente una risposta positiva. Insomma, per una che ama la fotografia il massimo dovrebbe essere poter lavorare come fotografa guadagnandosi così la vita tramite la passione. E in parte è davvero così. Io sono felicissima del mio lavoro. Ogni sessione che faccio per me è puro piacere. Ma ci sono anche sacrifici. Non bisogna dimenticare che quando devi usare la tua passione per sopravvivere economicamente non ti puoi permettere di pensare solo all’aspetto creativo. Devi anche pensare a tutti gli altri aspetti legati a qualsiasi attività commerciale. Marketing, contabilità, listini prezzi, la ricerca di nuovi prodotti, la formazione ecc. Sono tutte cose che richiedono tanto tempo e investimenti economici. Per fortuna sono cose che mi divertono tanto quanto la parte creativa. Forse perché sono laureata in lingue e commercio dal Copenhagen Business School e quindi questo aspetto del mio lavoro non è del tutto estraneo a me. Comunque il fatto di aver scelto di trasformare la mia passione in un lavoro significa anche che non ho più tanto tempo per quel tipo di fotografia che facevo in passato- ovvero la fotografia fatta solo ed esclusivamente per me – per pura passione. Quello mi dispiace un po’ ma spero – e credo – che col tempo cambierà e potrò tornare ogni tanto a girare le strade con la mia macchina fotografica – solo per me.

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Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Migliorare ogni giorno sempre di più. Con la fotografia si cresce continuamente e io non nascondo che ho ancora molto da imparare. A livello personale sono anni che desidero fare un servizio fotografico con me e mia figlia – da una fotografa danese che stimo molto. Non amo essere di fronte all’obiettivo ma per quanto assurdo possa sembrare ho davvero poche foto di me e mia figlia insieme. Sempre a livello personale mi piacerebbe sperimentare con la fotografia analogica. A livello professionale mi piacerebbe avere la possibilità di fare qualche servizio di moda per i bambini – in qualche splendida location e senza troppa regia. I bambini vengono meglio quando possono essere semplicemente se stessi – in realtà questo vale un po’ per tutti.

Vi aspettiamo alla prossima Picci intervista!



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